Anno 10 - N. 26 - Luglio 2010
Firma anche tu la proposta di legge affinché le Pro Loco italiane siano Cosa si intenda per patrimonio culturale immateriale lo si comprende leggendo la “Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale” elaborata dall’Unesco, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, che all’articolo due lo definisce così: «per “patrimonio culturale immateriale” si intendono pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e i saperi – così come gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati ad essi – che le comunità, i gruppi e, in alcuni casi, gli individui riconoscono come facenti parte del loro patrimonio culturale. Tale patrimonio culturale intangibile, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi interessati in conformità al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia, e fornisce loro un senso di identità e continuità, promuovendo così il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana».
riconosciute come associazioni di promozione, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale, ossia conoscenze e saperi che contribuiscono alla nostra identità
Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 135 del 12 giugno 2010 della proposta di legge di iniziativa popolare, prende ufficialmente il via l’operazione “Custodiamo la Nostra Storia”, ideata dall’UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia) per valorizzare e tutelare le tradizioni, l’artigianato e la cultura popolare che hanno fatto la storia del nostro Paese.
La richiesta presentata da Claudio Nardocci, presidente UNPLI, direttamente alla cancelleria della Corte Suprema di Cassazione, punta a vedere riconosciuto il valore sociale, civile, culturale delle Pro Loco di tutta Italia che, identificate da una legge nazionale, potranno essere riconosciute come associazioni di promozione, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale. 
La legge di iniziativa popolare è uno strumento della “democrazia diretta” che prevede, attraverso una raccolta di almeno 50 mila firme, che un gruppo di cittadini possa presentare al Parlamento un progetto di legge che verrà poi discusso e votato nelle sedi istituzionali.
Per raccogliere il numero di firme indispensabili le Pro Loco di tutto il Paese si sono mobilitate e organizzate per essere presenti in 5 mila piazze italiane dove tutti i cittadini, previa presentazione di un documento d’identità valido, potranno sottoscrivere l’iniziativa. (m.t.)
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