Anno 9 - N. 23 - Giugno 2009
Ideali nell'emergenza per la velocità di montaggio, a distanza di tre mesi le tensostrutture mantengono il loro ruolo di servizio, ritrovo e aggregazione sociale. In attesa della ricostruzione.
Nate come strutture temporanee itineranti, le coperture leggere vengono solitamente associate ad eventi festosi come sagre e spettacoli o culturali come convegni e fiere.
Non sarà mai più così per chi ha vissuto e sta vivendo la vita quotidiana nelle tendopoli in una condizione drammatica come quella dell'Abruzzo.
Negli oltre centosessanta campi attorno all'Aquila, tensostrutture, tende e strutture gonfiabili sono state e sono le protagoniste dell'emergenza terremoto.
Sicuramente la soluzione più efficace in una situazione di grave emergenza, grazie alla velocità di montaggio e di allestimento, che già il giorno successivo al sisma ha permesso a migliaia di persone rimaste senza tetto di avere un riparo.
Le tende sono state allestite dalla Protezione Civile come alloggi provvisori, mentre i capannoni sono stati utilizzati sia come sede di coordinamento e primo intervento sia arredati con tavole e panche per poter far fronte alle molteplici esigenze della popolazione. Alcuni sono stati adibiti ad usi diversi nelle varie ore della giornata: fino alle 9 di mattina come sala per la colazione; dalle 9 alle 12,30 come scuola; quindi sala mensa per l'orario di pranzo; nel pomeriggio ambiente di ritrovo o per attività di vario genere, poi all'ora di cena di nuovo sala mensa; infine la domenica come cappella per la celebrazione della santa messa.
A distanza di tre mesi, la vita dei nuclei famigliari all'interno delle tende diventa difficile da sopportare. Già provati dai terribili momenti vissuti, dalla perdita di persone care e dalle preoccupazioni di un futuro incerto, gli abitanti devono affrontare disagi quotidiani: scomodità della sistemazione in tenda, convivenza obbligata con altre persone, privacy limitata, servizi disagevoli, dipendenza da altri per alcune necessità essenziali come ad esempio il vitto. Senza dimenticare le condizioni climatiche delle zone colpite, prevalentemente montane.
A differenza delle tende, che non possono offrire la riservatezza e la comodità di una normale abitazione, le tensostrutture sopperiscono in modo adeguato alle esigenze sociali delle comunità. Grazie ad idonei impianti di riscaldamento e illuminazione, alle pavimentazioni e, in alcuni casi, a controsoffittature, tendaggi e accessori che ne migliorano l'aspetto e la vivibilità, i capannoni continuano ad essere installati per vari utilizzi, sia sociali sia organizzativi. In attesa che venga realizzato il piano di ricostruzione. (m.c.)L'Unione Nazionale Pro Loco ha organizzato una raccolta fondi per le popolazioni colpite dal sisma
Fino ad oggi sono stati raccolti 68 mila euro; è proprio il caso di dire che quando si tratta di solidarietà la Pro Loco non ha nulla da insegnare. È infatti bastato che Claudio Narducci, presidente dell'Unpli, lanciasse via web la richiesta a tutte le Pro Loco d'Italia di «un piccolo gesto che possa alleviare in parte le grandi difficoltà che le popolazioni di quei luoghi debbono affrontare» per mettere in moto la macchina degli aiuti targata Pro Loco. Del resto il ricordo dell'annuale assemblea tenutasi nel 2008 a Montesilvano era ancora così vivo che l'Unpli non si poteva esimere dal dare, a suo modo, un aiuto.
Il conto corrente postale creato per l'occasione è il 13692009 intestato ad UNPLI_Nazionale via Regina Margherita 21 - 00055 Ladispoli (RM). Casuale: "Per aiuti terremoto in Abruzzo". Le coordinate IBAN sono invece: IT81Z0760103200000013692009
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