Anno 9 - N. 24 - Ottobre 2009
Il 25 e il 26 settembre centinaia di volontari provenienti da tutta Italia si sono incontrati nel capoluogo lombardo Il 25 e il 26 settembre, in occasione della ricorrenza di San Pio da Petralcina, patrono dei volontari, si è svolto a Milano il secondo raduno della Protezione Civile. Oltre a far conoscere alla cittadinanza la cultura di questa importante associazione, l’obiettivo dell’incontro è stato anche quello di offrire ai volontari di tutta Italia l’occasione per scambiare opinioni ed esperienze, soprattutto dopo il terremoto in Abruzzo. La manifestazione è iniziata il 25 settembre con una sfilata di volontari che dall’Arena Civica ha raggiunto piazza Duomo, passando per via Dante. È quindi seguita la celebrazione della messa all’interno della Cattedrale con la benedizione di mezzi e uomini. La giornata si è conclusa nell’Arena Civica con la visita delle autorità alle aree espositive allestite da Regioni, Province lombarde e Organizzazioni partecipanti. Il 26 settembre è stato invece organizzato un percorso guidato all’interno del Parco del Castello. Alla prima edizione dello scorso anno avevano partecipato centinaia di volontari provenienti dalle regioni del Nord Italia ed appartenenti alle organizzazioni più rappresentative. Per il secondo raduno, l’invito è stato esteso a tutte le Regioni italiane ed alle organizzazioni iscritte alla Consulta nazionale. Il prezioso compito della Protezione Civile viene agevolato dall’utilizzo di tendoni, tensostrutture, capannoni gonfiabili e tende che in tempi rapidi consentono di arginare l’emergenza. Le tende offrono alla popolazione colpita dalla calmità ripari immediati e alloggi provvisori, i capannoni vengono utilizzati sia come mensa sia come centri di attività sociali, scuola, chiesa. ritrovo. I capannoni vengono utilizzati anche come alloggio per i volontari e, adeguatamente attrezzati, come quartier generale per poter organizzare gli interventi e coordinare gli aiuti. La Protezione Civile è stata istituita in Italia come Servizio nazionale nel 1992, con la legge n. 225. Mentre nella maggioranza dei Paesi europei tale compito viene assegnato ad una sola istituzione o a poche strutture, nel nostro Stato è coinvolta in questa funzione tutta l’organizzazione pubblica, dai Ministeri al più piccolo comune, e anche la società civile, tramite le organizzazioni di volontariato. Questo modello organizzativo risulta particolarmente adeguato ad un contesto territoriale come quello italiano, che presenta una gamma di possibili rischi di catastrofi sconosciuta negli altri Paesi europei. Quasi ogni area del paese risulta interessata dalla probabilità di qualche tipo di calamità, e ciò rende necessario un sistema di protezione civile che assicuri la presenza capillare di risorse umane, mezzi, capacità operative e decisionali in grado di intervenire in tempi brevissimi, ma anche di operare con continuità nell’ambito della prevenzione. (e.c.) 

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