Anno 3 - N. 7 - Marzo 2003
Nella scelta di una
copertura è fondamentale che i materiali usati rispondano a determinate caratteristiche
di resistenza, durata, sicurezza. In questo numero vediamo da vicino la
zincatura a caldo, garanzia di protezione contro l’ossidazione e la formazione
di ruggine La zincatura a caldo è uno
dei metodi più diffusi per la protezione dei manufatti in acciaio dall’ambiente
esterno. La garanzia che il “ferro” non arrugginisca è data dalla produzione
catodica offerta dallo strato di zinco, che in presenza di una scalfitura o di
una zona non protetta superficialmente, avendo potenziale minore, si ossida al
posto dell’acciaio. Le norme tedesche
definiscono questo progetto come “il procedimento di ricopertura con zinco, per
mezzo della immersione dei pezzi lavorati nello zinco fuso, cosicché tra il
pezzo e lo strato di zinco si possono formare degli strati di lega”. Questa è la sostanziale
differenza con gli altri tipi di zincatura, che consistono in una pura
deposizione meccanica (metallizzazione) o elettrolitica di zinco sulla
superficie. Tali sistemi però non
assicurano una resistenza nell’ambiente normale o negli ambienti ostili alla
pari della zincatura a caldo: la vita del manufatto è direttamente
proporzionale allo spessore del rivestimento e dipende dalle condizioni esterne
dell’ambiente. Durante la zincatura a
caldo di un materiale metallico, essendo praticamente questo un processo
metallurgico, la composizione superficiale cambia e si dà luogo alla formazione
di una lega intercristallina tra il ferro dell’acciaio e lo zinco dello strato
superficiale. Il suo spessore è
dipendente dal tipo di materiale, il tempo di immersione e la temperatura del
bagno di zincatura. È proprio questa zona di
pochi micrometri (millesimi di millimetro) di spessore il segreto della zincatura
a caldo: la lega funge da vero e proprio legante tra lo strato protettivo di
zinco puro e il substrato ferroso da proteggere. Sulla superficie del pezzo, a
contatto con l’ambiente esterno, si forma un film protettivo di ossidi,
carbonati e idrati di zinco che si ancorano allo strato sottostante isolando
così l’acciaio dagli agenti corrosivi.
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