Anno 3 - N. 7 - Marzo 2003
In primo piano al
congresso nazionale Unpli svoltosi in ottobre a Grado ed Aquileia il bisogno di
regolamentazione nazionale e di riconoscimento da parte dello Stato per dare valore e
continuità alle importanti iniziative delle Pro Loco Tra gli esiti più
interessanti del grande congresso nazionale delle Pro Loco svoltosi ad ottobre
a Grado ed Aquileia, vi è sicuramente la formulazione di una proposta di legge
che vuole il riconoscimento delle Pro Loco italiane e del loro organo nazionale
di riferimento, l’Unpli, Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, da parte dello
Stato, con la previsione di una forma di incentivo finanziario stabile che
consenta a queste associazioni, così attive sul piano della promozione del
turismo e delle attività del tempo libero, di potenziare le proprie iniziative.
La proposta di legge
prende spunto dalla vicenda storica di Unpli e Pro Loco. L’ente nazionale,
costituito nel 1962, ottenne tre anni dopo l’istituzione dell’Albo Nazionale
delle Pro Loco presso il Ministero del Turismo. Una volta soppresso
quest’ultimo con il referendum di alcuni anni fa, anche quell’iniziale forma di
riconoscimento è però scomparsa, e le Pro Loco sono state inserite nelle leggi
di promozione turistica regionali, a discrezione dell’ente locale, tant’è che
in molte regioni mancano ancora oggi riferimenti normativi specifici. Le circa 5.600 “Pro Loco”
italiane sono attive, tra l’altro, in due ambiti distinti ma intercomunicanti,
quali la valorizzazione delle locali attrattive turistiche e culturali da un
lato, l’organizzazione di attività del tempo libero dall’altro. La norma si pone dunque
come obiettivo di dare una regolamentazione alle Pro Loco non suscettibile di
interpretazioni differenti ma che abbia un saldo ancoraggio alla normativa
nazionale, e inoltre di riconoscere l’UNPLI, «quale indispensabile organismo di
sostegno e di coordinamento delle “Pro Loco” e di collegamento tra queste e gli
Enti pubblici, già da quarant’anni operante al servizio delle “Pro Loco”». Le Pro Loco dunque, come
strumento nazionale a tutti gli effetti, articolato nelle varie diramazioni
locali e coordinato centralmente dall’Unpli, ma con una regolamentazione
centralizzata non derogabile. Nel dettaglio, la proposta approvata a Grado,
oltre a determinare che in ogni comune possa operare una sola “Pro Loco”, ne
definisce a livello statale i compiti e gli obiettivi, per distinguerle dalle
altre numerosissime associazioni di volontariato esistenti in Italia. Riconosce poi il ruolo
dell’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia a sostegno e coordinamento delle
singole “Pro Loco” e quale soggetto che può concorrere in via diretta alla
promozione turistica e alla valorizzazione del territorio; istituisce,
soprattutto, il registro nazionale delle “Pro Loco” e ne fissa, aspetto
centrale indubbiamente, la concessione di benefici fiscali. In tal modo le “Pro
Loco” potranno essere comprese nei programmi di sviluppo dei settori del
turismo, del tempo libero e del volontariato. Inoltre è estremamente
importante il fatto che per la prima volta alcuni benefici di natura fiscale e
finanziaria vengono riconosciuti alle “Pro Loco” senza dovere fare riferimento
a provvedimenti legislativi pensati ed attuati per altri soggetti (ad esempio
le associazioni sportive dilettantistiche). Altro aspetto molto
significativo della proposta di legge è l’istituzione di una commissione
permanente che apre la possibilità di un dialogo diretto tra l’Unpli, le “Pro Loco” e lo
Stato. Il finanziamento all’Unpli
è previsto su base annuale, da concedersi a seguito della presentazione di un
programma di attività volto all’opera di sostegno delle “Pro Loco” e delle loro
attività. L’attesa è rivolta dunque
al Parlamento, chiamato ad esaminare la proposta e a pronunciarsi su una serie
di richieste che, se accolte, darebbero al fertilissimo panorama delle Pro Loco
italiane un ruolo ancora più saldo nella valorizzazione delle straordinarie
risorse del nostro territorio.
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