Unione Nazionale Pro Loco alla ricerca di riconoscimento

In primo piano al congresso nazionale Unpli svoltosi in ottobre a Grado ed Aquileia il bisogno di regolamentazione nazionale e di riconoscimento da parte dello Stato per dare valore e continuità alle importanti iniziative delle Pro Loco

 

Tra gli esiti più interessanti del grande congresso nazionale delle Pro Loco svoltosi ad ottobre a Grado ed Aquileia, vi è sicuramente la formulazione di una proposta di legge che vuole il riconoscimento delle Pro Loco italiane e del loro organo nazionale di riferimento, l’Unpli, Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, da parte dello Stato, con la previsione di una forma di incentivo finanziario stabile che consenta a queste associazioni, così attive sul piano della promozione del turismo e delle attività del tempo libero, di potenziare le proprie iniziative.

La proposta di legge prende spunto dalla vicenda storica di Unpli e Pro Loco. L’ente nazionale, costituito nel 1962, ottenne tre anni dopo l’istituzione dell’Albo Nazionale delle Pro Loco presso il Ministero del Turismo.

Una volta soppresso quest’ultimo con il referendum di alcuni anni fa, anche quell’iniziale forma di riconoscimento è però scomparsa, e le Pro Loco sono state inserite nelle leggi di promozione turistica regionali, a discrezione dell’ente locale, tant’è che in molte regioni mancano ancora oggi riferimenti normativi specifici.

Le circa 5.600 “Pro Loco” italiane sono attive, tra l’altro, in due ambiti distinti ma intercomunicanti, quali la valorizzazione delle locali attrattive turistiche e culturali da un lato, l’organizzazione di attività del tempo libero dall’altro.

La norma si pone dunque come obiettivo di dare una regolamentazione alle Pro Loco non suscettibile di interpretazioni differenti ma che abbia un saldo ancoraggio alla normativa nazionale, e inoltre di riconoscere l’UNPLI, «quale indispensabile organismo di sostegno e di coordinamento delle “Pro Loco” e di collegamento tra queste e gli Enti pubblici, già da quarant’anni operante al servizio delle “Pro Loco”».

Le Pro Loco dunque, come strumento nazionale a tutti gli effetti, articolato nelle varie diramazioni locali e coordinato centralmente dall’Unpli, ma con una regolamentazione centralizzata non derogabile. Nel dettaglio, la proposta approvata a Grado, oltre a determinare che in ogni comune possa operare una sola “Pro Loco”, ne definisce a livello statale i compiti e gli obiettivi, per distinguerle dalle altre numerosissime associazioni di volontariato esistenti in Italia.

Riconosce poi il ruolo dell’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia a sostegno e coordinamento delle singole “Pro Loco” e quale soggetto che può concorrere in via diretta alla promozione turistica e alla valorizzazione del territorio; istituisce, soprattutto, il registro nazionale delle “Pro Loco” e ne fissa, aspetto centrale indubbiamente, la concessione di benefici fiscali. In tal modo le “Pro Loco” potranno essere comprese nei programmi di sviluppo dei settori del turismo, del tempo libero e del volontariato.

Inoltre è estremamente importante il fatto che per la prima volta alcuni benefici di natura fiscale e finanziaria vengono riconosciuti alle “Pro Loco” senza dovere fare riferimento a provvedimenti legislativi pensati ed attuati per altri soggetti (ad esempio le associazioni sportive dilettantistiche).

Altro aspetto molto significativo della proposta di legge è l’istituzione di una commissione permanente che apre la possibilità di un dialogo diretto tra    l’Unpli, le “Pro Loco” e lo Stato.

Il finanziamento all’Unpli è previsto su base annuale, da concedersi a seguito della presentazione di un programma di attività volto all’opera di sostegno delle “Pro Loco” e delle loro attività.

L’attesa è rivolta dunque al Parlamento, chiamato ad esaminare la proposta e a pronunciarsi su una serie di richieste che, se accolte, darebbero al fertilissimo panorama delle Pro Loco italiane un ruolo ancora più saldo nella valorizzazione delle straordinarie risorse del nostro territorio.