Progetto di Norma UNI - Seconda parte

Prosegue in questo numero la presentazione del Progetto Norma UNI (Ente Normativo Ufficiale Italiano) elaborato da ASLI (Associazione dei Produttori Italiani di Strutture Leggere).

 

Tipologia costruttiva:

Fissa: dotata di oggettive caratteristiche intrinseche come elementi strutturali e di completamento non facilmente rimovibili ed impatto ambientale non trascurabile (la struttura, comprese le fondazioni, può essere rimossa solo con demolizione).

Rimovibile: dotata di oggettive caratteristiche intrinseche, come elementi strutturali e di completamento facilmente rimovibili, limitato impatto ambientale (la struttura non provoca modifiche nell’ambiente dopo la sua rimozione) e mancanza di modifiche, anche parziali, delle proprie caratteristiche a seguito di montaggio e smontaggio.

Vita prevista: periodo (espresso in anni) entro il quale la struttura o le sue parti, mantengono il livello di sicurezza di progetto.

Per quanto riguarda i simboli, le dimensioni e le unità di misura esse sono riportate nelle formule indicate nel testo.

 

2. RIFERIMENTI NORMATIVI

È un elenco delle principali Norme richiamate nel testo.

 

3. STRUTTURE

Classificazione delle strutture.

Tale classificazione viene riportata in forma tabellare in base alla tipologia costruttiva ed al periodo di utilizzo di cui si è scritto precedentemente.

Categoria delle strutture.

La parte riguardante la categoria delle strutture non trova impiego nel testo ma è giustificata dalla volontà di offrire un criterio di classificazione generale anche in altri contesti normativi; (è necessario leggerla in unione con l’Appendice A).

 

4. LISTA DEI PERICOLI:

IDENTIFICAZIONE

Si tratta della parte che racchiude l’elencazione dei pericoli connessi all’uso delle strutture prese in considerazione nel Progetto di Norma (è necessario leggerla in unione con l’Appendice B).

 

 

5. AZIONI DI CALCOLO, MATERIALI, VERIFICHE, REGOLE PRATICHE DI PROGETTAZIONE E COSTRUZIONE, COLLAUDO INTERNO, SICUREZZA NELLE FASI DI MONTAGGIO E/O SMONTAGGIO

Azioni di calcolo.

Sono elencate e descritte le diverse azioni considerate nel calcolo, e cioè:

Azioni permanenti: masse degli elementi strutturali e di completamento.

Azioni dovute alla neve ed al vento: nel primo caso, cioè in azioni dovute alla neve, ma anche alla pioggia o alla grandine, vengono individuati i valori dei carichi da considerare. In particolare il carico neve potrà essere trascurato a patto che vengano rispettati determinati accorgimenti quali la presenza di riscaldamento durante il periodo invernale, la presenza di sistemi di smaltimento, l’evacuazione delle persone ed il successivo sgonfiaggio della struttura (qualora si trattasse di struttura gonfiabile). Nel secondo caso, e cioè azioni dovute al vento, i valori dei coefficienti di forma sono tratti dalla legislazione vigente; tuttavia, per le strutture a forma libera, che ancora oggi non sono contemplate nelle norme, viene elaborato un metodo di calcolo che utilizza particolari coefficienti che vengono riportati nell’Appendice D.

Azioni dovute al sisma: di solito, esclusi casi particolari, non si rende necessaria la verifica sotto l’azione del sisma, dal momento che il valore delle masse in gioco è modesto.

Coazioni: la pretensione con i valori indicati riportati in Appendice C (da inserire nel calcolo sempre per le tenso-strutture e solo eccezionalmente per le tendo-strutture). La pressione interna di progetto, da prendere in considerazione per le presso-strutture.

Metodi di calcolo e verifica: vengono individuati il metodo semiprobabilistico agli stati limite (s.I.m.) ed il metodo deterministico (t.a.) con le rispettive combinazioni di calcolo. Vengono considerati quindi i metodi di calcolo utilizzabili.

Sono concessi metodi di calcolo semplificati nel rispetto delle condizioni di equilibrio per le strutture di piccole dimensioni (con superfici inferiori ai 40 mq.).

N.B. Viene riportata un’analisi specifica per il calcolo degli sforzi membranali nelle presso-strutture di forma cilindrica su pianta semicircolare, rettangolare e circolare.

 

Materiali.

In primo luogo sono presi in esame i materiali tradizionali per i quali si rimanda alla normativa, riportata in Appendice E.

In secondo luogo viene eseguita un’attenta analisi  per i materiali specifici usati per la realizzazione delle strutture leggere come ad esempio teli, cavi, funi, fasce, componenti acquisiti sul mercato, non trattati in altre Normative.

Per quanto riguarda i teli sono indicati i criteri di classificazione, di marcatura, le proprietà caratteristiche, le relative Norme di riferimento, e le modalità di calcolo della resistenza di progetto rappresentative dello stato dell’arte in materia.

Se il processo di confezione del telo è controllato con continuità secondo quanto prescritto dall’Appendice N, la resistenza di calcolo può assumere un valore di circa il 25% maggiore rispetto al caso di confezionamento non qualificato.

La classe in relazione al fuoco, in relazione al tipo di utilizzo ed alla categoria delle strutture, è riportata in Appendice F.  Per cavi, funi e fasce si deve fare riferimento all’Appendice G, in quanto in essa vengono  indicate la nomenclatura di riferimento e le modalità di calcolo delle sollecitazioni.

Per le funi di acciaio è necessario rifarsi alle Appendici H, I ed L; dove vengono riportati i metodi per la valutazione dei principali parametri necessari nel calcolo quali carico di rottura nominale, sezione metallica, modulo di elasticità apparente, allungamento sotto carico. 

Per quel che riguarda i tiranti sono elencati i valori del grado di efficienza dei vari tipi di ancoraggio che consentono il calcolo della resistenza di progetto.

Sono trattati anche cavi, funi e fasce in materiali non metallici e componenti acquisiti sul mercato (stampati, fusi e di lavorazione meccanica).

 

Verifiche.

Le verifiche considerate sono:

• Verifiche di resistenza delle membrane e delle unioni tra componenti tessili (ad esempio telo-telo e membrana-membrana): sono divise in unioni di 1ª classe,  eseguite da personale idoneo, con metodologie definite e sottoposte a prove; in questo tipo di unione quando il processo di confezionamento della membrana è controllato con continuità, come prescrive l’Appendice O, la resistenza di calcolo può assumere un valore di circa il 25% maggiore rispetto al caso di confezionamento non qualificato; seguono le unioni di 2ª classe, che sono sempre eseguite da personale idoneo, con metodologie definite ma non sono sottoposte a prove; le ultime sono quelle di 3ª classe anch’esse eseguite da personale qualificato ma permesse solo per elementi secondari o di tamponamento.

Per tutte e tre le unioni sono riporatate le modalità di verifica che tengono conto dei relativi vari parametri e dello stato dell’arte in materia. In sede di progetto deve essere scelta e dichiarata la classe dell’unione in funzione del tipo di struttura, delle sollecitazioni e dei possibili rischi.

• Verifiche di resistenza delle unioni tra componenti in metallo: viene riportato un metodo per la verifica delle cerniere a perno; per le unioni chiodate, rivettate, bullonate e saldate è riporato un prospetto con le Normative di riferimento in Appendice P.

• Verifica di resistenza delle funi e dei rispettivi collegamenti.

• Verifica al ribaltamento, scorrimento (scivolamento) e sollevamento.

• Verifica degli ancoraggi al suolo per utilizzo stagionale o itinerante: sono considerati vari tipi di ancoraggio (a gravità, a barre, speciali), per ognuno dei quali sono riportate le modalità di verifica della resistenza; per gli ancoraggi a barra la verifica è basata sull’esecuzione di prove sul luogo, tuttavia in Appendice M viene inserita una formula semplificata, utile per un predimensionamento di massima.

• Verifica di durabilità.

• Verifica di resistenza al fuoco.

 

(Continua nel prossimo numero)