Anno 1 - N. 2 - Giugno 2001
Prosegue in questo numero la presentazione del Progetto Norma
UNI (Ente Normativo Ufficiale Italiano) elaborato da ASLI (Associazione dei
Produttori Italiani di Strutture Leggere). Tipologia costruttiva: Fissa: dotata di oggettive caratteristiche
intrinseche come elementi strutturali e di completamento non facilmente
rimovibili ed impatto ambientale non trascurabile (la struttura, comprese le
fondazioni, può essere rimossa solo con demolizione). Rimovibile: dotata di oggettive caratteristiche
intrinseche, come elementi strutturali e di completamento facilmente
rimovibili, limitato impatto ambientale (la struttura non provoca modifiche
nell’ambiente dopo la sua rimozione) e mancanza di modifiche, anche parziali,
delle proprie caratteristiche a seguito di montaggio e smontaggio. Vita prevista: periodo (espresso in anni) entro il
quale la struttura o le sue parti, mantengono il livello di sicurezza di
progetto. Per quanto riguarda i simboli, le dimensioni e le unità
di misura esse sono riportate nelle formule indicate nel testo. 2. RIFERIMENTI NORMATIVI È un elenco delle principali Norme richiamate nel
testo. 3. STRUTTURE Classificazione delle strutture. Tale classificazione viene riportata in forma
tabellare in base alla tipologia costruttiva ed al periodo di utilizzo di cui
si è scritto precedentemente. Categoria delle strutture. La parte riguardante la categoria delle strutture non
trova impiego nel testo ma è giustificata dalla volontà di offrire un criterio
di classificazione generale anche in altri contesti normativi; (è necessario
leggerla in unione con l’Appendice A). 4. LISTA DEI PERICOLI: IDENTIFICAZIONE Si tratta della parte che racchiude l’elencazione dei
pericoli connessi all’uso delle strutture prese in considerazione nel Progetto
di Norma (è necessario leggerla in unione con l’Appendice B). 5. AZIONI DI CALCOLO, MATERIALI, VERIFICHE, REGOLE
PRATICHE DI PROGETTAZIONE E COSTRUZIONE, COLLAUDO INTERNO, SICUREZZA NELLE FASI
DI MONTAGGIO E/O SMONTAGGIO Azioni di calcolo. Sono elencate e descritte le diverse azioni
considerate nel calcolo, e cioè: Azioni permanenti: masse degli elementi strutturali e
di completamento. Azioni dovute alla neve ed al vento: nel primo caso,
cioè in azioni dovute alla neve, ma anche alla pioggia o alla grandine, vengono
individuati i valori dei carichi da considerare. In particolare il carico neve
potrà essere trascurato a patto che vengano rispettati determinati accorgimenti
quali la presenza di riscaldamento durante il periodo invernale, la presenza di
sistemi di smaltimento, l’evacuazione delle persone ed il successivo
sgonfiaggio della struttura (qualora si trattasse di struttura gonfiabile). Nel
secondo caso, e cioè azioni dovute al vento, i valori dei coefficienti di forma
sono tratti dalla legislazione vigente; tuttavia, per le strutture a forma
libera, che ancora oggi non sono contemplate nelle norme, viene elaborato un
metodo di calcolo che utilizza particolari coefficienti che vengono riportati
nell’Appendice D. Azioni dovute al sisma: di solito, esclusi casi
particolari, non si rende necessaria la verifica sotto l’azione del sisma, dal
momento che il valore delle masse in gioco è modesto. Coazioni: la pretensione con i valori indicati
riportati in Appendice C (da inserire nel calcolo sempre per le tenso-strutture
e solo eccezionalmente per le tendo-strutture). La pressione interna di
progetto, da prendere in considerazione per le presso-strutture. Metodi di calcolo e verifica: vengono individuati il
metodo semiprobabilistico agli stati limite (s.I.m.) ed il metodo
deterministico (t.a.) con le rispettive combinazioni di calcolo. Vengono
considerati quindi i metodi di calcolo utilizzabili. Sono concessi metodi di calcolo semplificati nel
rispetto delle condizioni di equilibrio per le strutture di piccole dimensioni
(con superfici inferiori ai 40 mq.). N.B. Viene riportata un’analisi specifica per il
calcolo degli sforzi membranali nelle presso-strutture di forma cilindrica su
pianta semicircolare, rettangolare e circolare. Materiali. In primo luogo sono presi in esame i materiali
tradizionali per i quali si rimanda alla normativa, riportata in Appendice E. In secondo luogo viene eseguita un’attenta
analisi per i materiali specifici
usati per la realizzazione delle strutture leggere come ad esempio teli, cavi,
funi, fasce, componenti acquisiti sul mercato, non trattati in altre Normative. Per quanto riguarda i teli sono indicati i criteri di
classificazione, di marcatura, le proprietà caratteristiche, le relative Norme
di riferimento, e le modalità di calcolo della resistenza di progetto
rappresentative dello stato dell’arte in materia. Se il processo di confezione del telo è controllato
con continuità secondo quanto prescritto dall’Appendice N, la resistenza di
calcolo può assumere un valore di circa il 25% maggiore rispetto al caso di
confezionamento non qualificato. La classe in relazione al fuoco, in relazione al tipo
di utilizzo ed alla categoria delle strutture, è riportata in Appendice F. Per cavi, funi e fasce si deve fare
riferimento all’Appendice G, in quanto in essa vengono indicate la nomenclatura di riferimento
e le modalità di calcolo delle sollecitazioni. Per le funi di acciaio è necessario rifarsi alle
Appendici H, I ed L; dove vengono riportati i metodi per la valutazione dei
principali parametri necessari nel calcolo quali carico di rottura nominale,
sezione metallica, modulo di elasticità apparente, allungamento sotto
carico. Per quel che riguarda i tiranti sono elencati i
valori del grado di efficienza dei vari tipi di ancoraggio che consentono il
calcolo della resistenza di progetto. Sono trattati anche cavi, funi e fasce in materiali
non metallici e componenti acquisiti sul mercato (stampati, fusi e di
lavorazione meccanica). Verifiche. Le verifiche considerate sono: • Verifiche di resistenza delle membrane e delle
unioni tra componenti tessili (ad esempio telo-telo e membrana-membrana): sono
divise in unioni di 1ª classe,
eseguite da personale idoneo, con metodologie definite e sottoposte a
prove; in questo tipo di unione quando il processo di confezionamento della
membrana è controllato con continuità, come prescrive l’Appendice O, la
resistenza di calcolo può assumere un valore di circa il 25% maggiore rispetto
al caso di confezionamento non qualificato; seguono le unioni di 2ª classe, che
sono sempre eseguite da personale idoneo, con metodologie definite ma non sono
sottoposte a prove; le ultime sono quelle di 3ª classe anch’esse eseguite da
personale qualificato ma permesse solo per elementi secondari o di
tamponamento. Per tutte e tre le unioni sono riporatate le modalità
di verifica che tengono conto dei relativi vari parametri e dello stato
dell’arte in materia. In sede di progetto deve essere scelta e dichiarata la
classe dell’unione in funzione del tipo di struttura, delle sollecitazioni e
dei possibili rischi. • Verifiche di resistenza delle unioni tra componenti
in metallo: viene riportato un metodo per la verifica delle cerniere a perno;
per le unioni chiodate, rivettate, bullonate e saldate è riporato un prospetto
con le Normative di riferimento in Appendice P. • Verifica di resistenza delle funi e dei rispettivi
collegamenti. • Verifica al ribaltamento, scorrimento
(scivolamento) e sollevamento. • Verifica degli ancoraggi al suolo per utilizzo
stagionale o itinerante: sono considerati vari tipi di ancoraggio (a gravità, a
barre, speciali), per ognuno dei quali sono riportate le modalità di verifica
della resistenza; per gli ancoraggi a barra la verifica è basata
sull’esecuzione di prove sul luogo, tuttavia in Appendice M viene inserita una
formula semplificata, utile per un predimensionamento di massima. • Verifica di durabilità. • Verifica di resistenza al fuoco. (Continua nel prossimo numero)
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