Pro Loco e vincoli fiscali

Un problema delicato che finora ha posto le Pro Loco quasi allo stesso livello delle aziende produttive. Da qualche anno traspare maggior sensibilità da parte delle forze politiche. Inoltre esiste, tramite l’Unpli, un servizio di assistenza fiscale in grado di aiutare le associate ad affrontare la “giungla” normativa


All’assemblea provinciale delle Pro Loco di Verona particolarmente interessante è stato l’intervento degli esperti fiscali Maurizio Favazza, presidente del Consorzio Pro Loco del Basso Veronese, e Roberto Barbi, che hanno spiegato la situazione attuale dal punto di vista del regime impositivo cui sono sottoposte le Pro Loco. Associazioni queste «a metà del guado», dato che accostano una attività non lucrativa ma di promozione culturale e del territorio ad un regime fiscale che specialmente in passato, avvicinandosi a quello delle normali aziende, è risultato penalizzante per le Pro Loco stesse.

«Oggi è possibile dire alle Pro Loco» ha sottolineato Favazza «che possono guardare con fiducia moderata verso il futuro, e soprattutto che esiste per loro, tramite l’Unpli (Unione Nazionale Pro Loco Italia, ovvero l’ente di riferimento a livello nazionale), un servizio di assistenza anche fiscale in grado di farle sentire non più sole nell’affrontare la “giungla” normativa.

Spesso è infatti la corretta interpretazione da parte del professionista del settore che può consentire all’associazione di approfittare di opportunità che la legge, in materia fiscale, offre, o al contrario di non incappare in ingenuità che possono anche costare caro».

 

 

Recentemente è parso di cogliere una tendenza di maggior favore nei confronti delle Pro Loco, anche in considerazione del passaggio progressivo da un’attività legata a piccoli eventi locali alla organizzazione e gestione di eventi mirati alla promozione della cultura e dei prodotti tipici di un territorio. Un passaggio che ha favorito la considerazione delle Pro Loco come enti a specifica vocazione culturale, evienziandone la natura non lucrativa.

«A partire dall’introduzione della legge 398, che costituisce la normativa di riferimento, c’è da registrare innanzitutto maggiore chiarezza rispetto al passato. Se da un lato le Pro Loco sono obbligate alla tenuta di una serie di registri relativi ai soci, alle registrazioni di cassa, alla registrazione dei compensi minimi, si può comunque affermare che sono state introdotte norme che favoriscono e sgravano da oneri particolari le attività svolte da queste associazioni. Le denunce dei redditi vanno effettuate su una minima percentuale del ricavo, il 3 per cento, mentre rispetto all’Irap è stata introdotta l’esenzione fino ai 10000 euro. Si coglie, insomma, una volontà di agevolare il compito a queste associazioni che agiscono su base volontaria e possono oggi abbinare il pieno e doveroso rispetto della legge ad una serenità maggiore, data dalla libertà di intraprendere le loro iniziative senza eccessivi timori di carattere economico».

La tendenza positiva dunque c’è, anche se persistono alcune difficoltà.

«Le maggiori fonti di uscita per imposte sono oggi rappresentate dagli obblighi verso la Siae e dalle imposte comunali, in particolare legate alle affissioni, che per ovvie ragioni interessano da vicinissimo l’attività delle Pro Loco» hanno spiegato i professionisti. «La Siae, con l’imposta sullo spettacolo, costituisce di solito la spesa più consistente; subito a ruota vengono le imposte comunali. Tuttavia da qualche anno si coglie una inversione di tendenza ed oggi si può guardare con moderato ottimismo al futuro. Molto importante è un’assistenza professionale e strutturata, come quella che l’Unpli può offrire. È chiaro comunque che l’ultima parola in materia dipende dalla volontà e dalla sensibilità politica nei confronti dell’operato delle Pro Loco, divenuti sempre più enti di promozione culturale e sempre meno realtà limitate alla pur importante “sagra di paese”».(giovanni salvatori)

 

 

Finanziaria 2003 - Sintesi delle novità per le Pro Loco

 

Dipartimento Fisco, Siae, Statistiche. Legge 27 dicembre 2002, n. 289 - Disposizioni per la formazione del Bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge Finanziaria 2003) pubblicata sulla G. U. del 31/12/2002, suppl. ordinario n. 240

 

MISURATORI FISCALI

Sicuramente la novità più importante della Finanziaria 2003 è la definitiva esclusione delle Pro Loco dall’obbligo di dotarsi dei Misuratori Fiscali. L’esclusione è arrivata come frutto del costante impegno che l’Unpli da due anni a questa parte ha dedicato al problema “misuratori”. L’azione intrapresa dall’Unpli sin dalla Finanziaria 2001, è riuscita a far intervenire a favore delle Pro Loco numerosi parlamentari di tutte le aree politiche, che hanno presentato in questi due anni interrogazioni, ordini del giorno, e si sono schierati al nostro fianco per la soluzione del problema, ora arrivata. Dal 1.1.2003 le Pro Loco per la certificazione degli ingressi potranno utilizzare, in via definitiva e non più in virtù delle proroghe sinora concesse, i biglietti di ingresso rilasciati dalla Siae senza doversi dotare dei Misuratori Fiscali. Il comma 37 dell’art. 80 della Finanziaria 2003 ha infatti esteso alle Pro Loco la disposizioni di esonero concesse nel 2002 alle Associazioni Sportive Dilettantistiche dal DPR n. 69 del 13.03.2002, ora esteso alle Pro Loco.

art. 80 (comma 37)

37. Le disposizioni recate dal regolamento per la semplificazione delle modalità di certificazione dei corrispettivi per le società e le associazioni sportive dilettantistiche, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 2002, n. 69, si applicano anche alle associazioni pro-loco per le manifestazioni da esse organizzate.

L’utilizzo dei bilglietti Siae non si discosta molto dalle norme fin qui seguite.

Con la Finanziaria 2003 è stata anche ulteriormentre prorogata al 30 giugno 2003 l’entrata in vigore dei Misuratori Fiscali. Sino a quella data, pertanto, le Pro Loco per i biglietti di ingresso possono usufruire della proroga generale concessa, comportandosi esattamentre come nel 2002.

 

LEGGE 398/1991

ELEVATO IL TETTO MASSIMO

Il comma 2 dell’art. 80 ha elevato il limite massimo per poter usufruire delle agevolazioni fiscali previste dalla legge 398 del 12.12.1991 a 250.000,00 euro (484.067.500 lire).

Si ricorda che il limite precedente era di euro 189.924,48 pari a 360 milioni di Lire.

art. 90 (comma 2)

2. A decorrere dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, l’importo fissato dall’art. 1, comma 1, della legge 16 dicembre 1991, n. 398, come sostituito dall’art. 25 della legge 13 maggio 1999, n. 133, e successive modificazioni, è elevato a 250.000 euro.

 

IRPEG

RIDUZIONE DI UN PUNTO PERCENTUALE

A partire dall’esercizio 2003 (quello attuale) l’aliquota I.P.E.E.G. è del 34% (in precedenza era del 35%)

Art. 4 (comma 1 lettera b)

b) all’art. 91, comma 1, in materia di aliquota dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche, le parole: “del  35 per cento” sono sostituite dalle seguenti: “del 34 per cento”.

 

MODIFICA DELL’IRAP

L’art. 5 della Finanziaria 2003 ha modificato le norme fiscali che regolano l’I.R.A.P. (Imposta Regionale Attività Produttive). In considerazione delle numerose novità e modifiche introdotte e della comunque non impellente loro applicazione, si rinvia ad una prossima trattazione più approfondita.

 

APPARECCHI DA DIVERTIMENTO

ED INTRATTENIMENTO

Con l’articolo 22 della Finanziaria 2003 sono state apportate rilevanti modifiche alla disciplina tributaria e di pubblica sicurezza relativa agli apparecchi e congegni del divertimento ed intrattenimento.

Rientrano in quesa categoria, a titolo di esempio, i flippers di vecchia memoria, i giochi elettronici (videogiochi o videopoker), i biliardini ecc. Poiché la nuova normativa interessa solo i Circoli Unpli o le Pro Loco che hanno installato nelle proprie sedi tali apparecchiature, le Pro Loco associate o i Circoli Unpli che fossero interessati ad approfondimenti dell’argomento possono contattare l’Unpli nazionale.

 

CONTRIBUTI PER L’ACQUISTO O IL NOLEGGIO DI APPARECCHIATURE PER L’ACCESSO AD INTERNET IN BANDA LARGA

Per chi fosse interessato nel 2003 ad attivare per l’accesso ad Internet una connessione a banda larga (ad esempio una connessione tipo ADSL) si segnala che la Finanziaria 2003 con l’art. 89 concede alle persone fisiche o giuridiche un contributo di euro 75,00 per l’acquisto o il noleggio di tali apparecchiature. Gli sconti saranno effettuati sul canone di abbonamento.