Anno 2 - N. 5 - Giugno 2002
Nonostante la crisi, il settore delle coperture leggere
resta in espansione. In attesa delle norme UE Diego Peraga, responsabile della ditta “Copro”, ci aiuta
a gettare uno sguardo sullo stato di salute attuale del mercato delle coperture
rimuovibili, che da poco si è giovato della tanto attesa norma Uni, giunta
soprattutto grazie agli sforzi dei professionisti del settore. - Qual è la situazione attuale del mercato per quanto
riguarda le coperture leggere? Resta in espansione o ha risentito della crisi
economica diffusa degli ultimi tempi? - L’attuale situazione del mercato per il settore delle
coperture leggere resta piuttosto buona, nonostante la crisi economica
generale. Il settore è in crescita, anche se relativamente meno rispetto alla
prima metà degli anni ‘90, e soprattutto si sta espandendo verso soluzioni
innovative. Pensiamo ad esempio alle coperture per ambienti sempre più grandi,
sia per l’uso privato che per quello aziendale, ed ai servizi offerti per ogni
tipo di evento. E’ oggi possibile creare ambiantazioni sofisticate e ricercate,
grazie ad optional e rifiniture di vario genere, oppure ottenere effetti
pregevoli con strutture in grado di valorizzare anche l’ambiente naturale
circostante. - La crescita riguarda anche il settore del noleggio? - Anche per cio’ che riguarda il noleggio delle coperture
leggere, il boom del mercato di qualche anno fa resta lontano, ma il settore
rimane in crescita. La caratteristica che differenzia qualitativamente le
strutture è soprattutto la professionalità del fornitore: le aziende più pronte
a cogliere il mutamento iniziale del settore stesso, oggi sono in grado di
offrire prodotti migliori, soprattutto dal punto di vista del montaggio e
dell’allestimento, dato che sul piano “statico” le strutture sono simili tra
loro. - L’offerta è costantemente aumentata dal punto di vista
quantitativo. Può rappresentare un problema questo fenomeno? - Il problema attuale del mercato delle coperture leggere
è rappresentato dalla corsa al ribasso, a sua volta determinata dall’esubero
dell’offerta rispetto alla domanda: puntando solo sull’economicità dei
prodotti, ditte di piccole dimensioni, magari improvvisate, possono in realtà
proporre strutture di qualità dubbia. - Sul piano normativo, si cominciano a sentire i benefici
della norma Uni varata nel 2001? - La situazione normativa è indubbiamente migliorata,
grazie allo sforzo degli operatori stessi, ma per avere norme di riferimento
sicuro bisognerà attendere l’applicazione della normativa europea, sia per
eliminare disomogeneità tra diversi paesi, sia per ottenere parametri univoci.
I progressi comunque sono innegabili, se pensiamo che non molto tempo fa il
nulla-osta per le strutture veniva concesso dalle commissioni di vigilanza
(Vigili del Fuoco, Genio civile), che variavano da città a città comportando una
mutevolezza di giudizio non tollerabile. M. C.
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