In attesa di una legge italiana

In attesa che le direttive europee diventino Normativa UNI, il settore delle strutture leggere attualmente si sottomette ad una normativa pensata ed adottata dalla stessa associazione dei costruttori

 

La sicurezza vale più del risparmio. Questa la filosofia che ha portato le aziende associate Asli (Associazione produttori di strutture leggere italiane) a lavorare per anni sulla creazione di una proposta che, estesa a livello europeo, potesse diventare norma UNI.

UNI da sempre produce normative che vengono “istituzionalizzate” direttamente dal mercato, anche senza l’intervento diretto del ministero competente. È stato così per altri settori legati all’edilizia. Ma non lo è stato per le strutture leggere.

Nel 1996 venne presentato un progetto di norma da parte dell’Asli, frutto di un lavoro pluriennale di tecnici, ingegneri ed esperti del settore. Un ulteriore passo avanti si ottenne nel 2001 con la pubblicazione della normativa 10949, che fissa caratteristiche e procedure di calcolo e costruzione di strutture itineranti e temporanee per il pubblico divertimento. Tuttavia manca ancora una normativa europea che uniformi tutti i Paesi membri e che si trasformi in Italia in vero e proprio atto legislativo.

A parte le associate Asli, che volontariamente rispettano le direttive proposte dall’associazione e le normative Uni attualmente in vigore, il resto del settore è assai variegato, con aziende che combattono solo sul piano del prezzo e sottovalutano l’importanza della sicurezza statica, qualitativa e funzionale delle strutture.

 

 

Il rischio è che di fronte ad una concorrenza puramente economica venga compromesso l’aspetto qualitativo, con conseguenze che possono portare a risultati disastrosi.

Basti pensare che le coperture leggere, al di là delle piccole feste private, sono oggi utilizzate soprattutto per proteggere eventi di grande richiamo, come conferenze, fiere, manifestazioni e spettacoli, radunando folle di centinaia o addirittura migliaia di persone. Ecco perché gli organizzatori hanno l’obbligo morale di informarsi principalmente sulle caratteristiche qualitative e statiche delle coperture acquistate o noleggiate, mentre i produttori ed i noleggiatori dovrebbero tutti sentirsi in dovere di garantire la sicurezza ai potenziali fruitori, qualunque sia l’entità: c’è una responsabilità oggettiva che non deve mai essere dimenticata.

In attesa che la normativa diventi istituzionale, regolamentando caratteristiche e comportamenti delle aziende, per mettere un po’ d’ordine nel settore delle strutture leggere itineranti e per garantire l’incolumità del pubblico che ne usufruisce è consigliabile affidarsi alle aziende che per propria scelta sottostanno alle direttive UNI, meglio ancora se in possesso della certificazione di qualità, in grado di fornire tutte le prove statiche e le caratteristiche qualitative delle proprie strutture.      

(marzia caltran)