Anno 3 - N. 8 - Giugno 2003
In attesa che le direttive
europee diventino Normativa UNI, il settore delle strutture leggere attualmente
si sottomette ad una normativa pensata ed adottata dalla stessa associazione
dei costruttori La sicurezza vale più del
risparmio. Questa la filosofia che ha portato le aziende associate Asli
(Associazione produttori di strutture leggere italiane) a lavorare per anni sulla
creazione di una proposta che, estesa a livello europeo, potesse diventare
norma UNI. UNI da sempre produce
normative che vengono “istituzionalizzate” direttamente dal mercato, anche
senza l’intervento diretto del ministero competente. È stato così per altri
settori legati all’edilizia. Ma non lo è stato per le strutture leggere. Nel 1996 venne presentato
un progetto di norma da parte dell’Asli, frutto di un lavoro pluriennale di
tecnici, ingegneri ed esperti del settore. Un ulteriore passo avanti si ottenne
nel 2001 con la pubblicazione della normativa 10949, che fissa caratteristiche
e procedure di calcolo e costruzione di strutture itineranti e temporanee per
il pubblico divertimento. Tuttavia manca ancora una normativa europea che
uniformi tutti i Paesi membri e che si trasformi in Italia in vero e proprio
atto legislativo. A parte le associate Asli,
che volontariamente rispettano le direttive proposte dall’associazione e le
normative Uni attualmente in vigore, il resto del settore è assai variegato,
con aziende che combattono solo sul piano del prezzo e sottovalutano
l’importanza della sicurezza statica, qualitativa e funzionale delle strutture.
Il rischio è che di fronte
ad una concorrenza puramente economica venga compromesso l’aspetto qualitativo,
con conseguenze che possono portare a risultati disastrosi. Basti pensare che le
coperture leggere, al di là delle piccole feste private, sono oggi utilizzate
soprattutto per proteggere eventi di grande richiamo, come conferenze, fiere,
manifestazioni e spettacoli, radunando folle di centinaia o addirittura
migliaia di persone. Ecco perché gli organizzatori hanno l’obbligo morale di
informarsi principalmente sulle caratteristiche qualitative e statiche delle
coperture acquistate o noleggiate, mentre i produttori ed i noleggiatori
dovrebbero tutti sentirsi in dovere di garantire la sicurezza ai potenziali
fruitori, qualunque sia l’entità: c’è una responsabilità oggettiva che non deve
mai essere dimenticata. In attesa che la normativa
diventi istituzionale, regolamentando caratteristiche e comportamenti delle
aziende, per mettere un po’ d’ordine nel settore delle strutture leggere
itineranti e per garantire l’incolumità del pubblico che ne usufruisce è consigliabile
affidarsi alle aziende che per propria scelta sottostanno alle direttive UNI,
meglio ancora se in possesso della certificazione di qualità, in grado di
fornire tutte le prove statiche e le caratteristiche qualitative delle proprie
strutture.
(marzia caltran)
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