Anno 6 - N. 15 - Settembre 2006
Fibre in poliestere ad alta tenacità e rivestite in PVC: è questo il prodotto più richiesto dagli acquirenti. Non mancano però le sperimentazioni: tessuti teflonati, silicone e tessuti elastici sono alcuni dei possibili sviluppi futuri, anche se il loro prezzo rimane troppo elevato per gli usi più comuni. In aumento la richiesta di tessuti Cristal e Opak La storia delle coperture tessili è molto antica, se si pensa che già nel I sec d.c. le popolazioni nomadi usavano le tende per i loro spostamenti. Ma anche l’arte circense ha sempre usato, per le sue esibizioni, grandi tendoni sotto cui riparare gli spettatori dai raggi solari. Oggi le coperture leggere stanno avendo un grande sviluppo, perchè tali strutture rispondono ad alcune esigenze cresciute soprattutto negli ultimi decenni. È sempre maggiore, infatti, la richiesta di spazi adattabili a situazioni diverse e trasportabili con facilità da un luogo all’altro, da una città all’altra. Tali strutture riescono a coniugare perfettamente questi due bisogni, data la facilità di adeguare la struttura alle singole esigenze e alla semplicità con cui esse possono essere montate e smontate in un breve lasso di tempo. Sarà anche per questo che sempre più settori utilizzano tali architetture: eventi sportivi, manifestazioni, fiere, cerimonie religiose e civili, sono solo alcuni dei numerosi esempi che dimostrano come sia cresciuto questo mercato. Parte del loro sviluppo si deve certamente all’evoluzione dei tessuti e della loro composizione.Il tessuto di base, infatti, è uno degli elementi che maggiormente definisce le caratteristiche meccaniche del prodotto. Le fibre legate tra loro in forma di fili, sono assemblate grazie al processo di tessitura continua, con l’incrocio dei fili tra ordito e trama. Il tessuto di base viene poi spalmato. La spalmatura, in genere in PVC, rende il tessuto impermeabile ed aumenta la resistenza agli agenti esterni ed al fuoco. La spalmatura consente anche la giunzione delle membrane tra loro, mediante termosaldature ad aria o ad alta frequenza. Questo tipo di tessuto, se da un lato ha il vantaggio di essere impermeabile ed ignifugo, dall’altra tende ad ingiallire nel tempo, a causa dell’esposizione ai raggi UV, che invecchiano il tessuto e formano, negli anni, delle piccole crepe sulla sua superficie esterna. In genere, la durata massima di questo materiale è di dodici - quindici anni. Proprio per arginare questi difetti, sono in atto diverse sperimentazioni, che però trovano ad oggi, usi in limitati settori. Alcuni produttori, per esempio, hanno cominciato a produrre strutture con silicone, supportato da fibre di vetro. Il vantaggio è chiaro: il silicone appartiene alla classe 0, dunque è ignifugo ed inoltre non è attaccabile dagli agenti esterni. Unico difetto il costo, ancora troppo eccessivo per chi desidera acquistare o noleggiare queste strutture per un uso “classico”. Questo tipo di tessuto trova invece maggior mercato sulle grandi opere, come la copertura di stadi o di ampie aree. Stesso dicasi per i tessuti teflonati. Essi hanno come tessuto di base la fibra in poliestere spalmata con Pvc. Sopra un nuovo rivestimento in teflon oppure in PVDF (fluoruro di polivinilidene), un prodotto che consente di raggiungere risultati di gran lunga superiori rispetto alle vecchie vernici acriliche. Altra sperimentazione riguarda un tessuto con un grado di elasticità maggiore di quelli tradizionali. Anche in questo caso, il mercato è ancora limitato ad alcuni settori a causa del prezzo ancora troppo elevato rispetto ai risultati ottenuti. Tessuto sempre più di tendenza tra gli organizzatori di eventi è invece il “Cristal”, totalmente trasparente in PVC. «Anche se è un tessuto “di moda” - spiega Tiziano Lunardi, proprietario della Lunardi Srl- noi lo sconsigliamo per diversi motivi. È difficile da tenere rigido e non assicura nessuna protezione dai raggi UV. Inoltre, se non si lava nel modo corretto, la superficie rimane macchiata, con grandi aloni impossibili da pulire. Insomma, è quasi un tessuto monouso, utile solo in particolari occasioni o per specifici eventi». Al contrario, molto più pratico e certamente maggiormente richiesto, è il tessuto oscurante totale Poly Opak, che tra i due strati di Pvc bianco, ne inserisce uno nero, e dunque rende buio l’ambiente interno. Questa soluzione assicura alla sala un buio perfetto, importante per esempio, per la proiezione di film o diapositive. (f.p.) 

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