Coperture leggere: una classificazione

La terminologia ufficiale fornita dai produttori per distinguere i tipi di struttura

 

Innanzitutto partendo dal fatto che la coperure leggere possono essere di diversissimo tipo, e i termini tendostruttura o tensostruttura implicano un diverso concetto di copertura con caratteristiche, costi e prestazioni ben diverse tra loro.

Secondo i maggiori produttori, quella che segue è la terminologia ufficiale nella classificazione delle diverse strutture, il cui comune denominatore è la copertura costituita da una membrana tessile.

In questo ambito si possono individuare tre grandi famiglie di strutture: tendo-strutture, tenso-strutture e presso-strutture.

 

 

Le prime sono coperture con una struttura portante indipendente, con telo di copertura che ha funzione di tamponamento, con una pretensione moderata che non rileva nel calcolo di stabilità della struttura stessa. La forma della struttura è definita dall’ossatura del supporto, e la  membrana tessile serve come tamponamento e per la trasmissione dei carichi. L’ossatura portante è realizzata normalmente in alluminio oppure (più raramente) in acciaio.

Le tenso strutture hanno invece un telo di copertura preteso, che ha decisamente funzione portante, e una “doppia curvatura contrapposta”, fondamentale nel calcolo della stabilità e per la stessa conservazione della forma. La membrana, comunque, è affiancata nella sua funzione portante anche da altri elementi strutturali.

Le presso strutture, che sono definite anche strutture gonfiabili, sono costituite da un telo gonfiabile, che svolge funzione portante. In questa tipologia manca ogni tipo di ossatura tradizionale e ogni funzione portante è di norma affidata alla membrana sorretta da aria in pressione (si pensi alle coperture per i campi da tennis al coperto). 

 

 

A queste tre tipologie principali andrebbe poi affiancata quella delle strutture geodetiche, che utilizzano una copertura composta da materiali anche diversi da quello tessile.

In particolare, si tratta di una maglia reticolare che funge da struttura portante e sulla quale viene agganciata la membrana di copertura. Spesso questo tipo di copertura viene utilizzato per cupole o strutture circolari di ampie dimensioni, dove i carichi sono distribuiti su una superficie più ampia che quindi può avere dimensioni superiori al comune.

Ci sono poi altre classificazioni, che si basano sultipo di costruzione o sul periodo prevalente di utilizzo.

Per quanto riguarda il primo aspetto, si possono individuare due concetti: la “struttura fissa”, che ha come caratteristiche elementi strutturali e di completamento validi per un utilizzo in tutto l’arco dell’anno; e la struttura “rimuovibile”, che ha elementi facilmente smontabili, un limitato impatto ambientale e l’assenza di modifiche, anche parziali, delle proprie caratteristiche a seguito di montaggio e smontaggio.

Per quanto riguarda l’aspetto del periodo di utilizzo, possiamo classificare le strutture in “temporanee itineranti” (tipologie costruttive destinate a rimanere, una volta montate, nello stesso luogo per un periodo non superiore ai 45 giorni, estendibile a 180 in presenza di un “presidio attivo”), “temporanee stagionali”, (destinate ad essere montate nello stesso luogo per un periodo tra 45 e 180 giorni) e “permanenti” (oltre i 180 giorni).