Anno 8 - N. 19 - Febbraio 2008
Gli impianti sportivi privi di strutture fisse possono, nei periodi freddi, usufruire di strutture leggere, smontabili durante la bella stagione La realizzazione di impianti sportivi rappresenta una voce consistente nei bilanci degli enti pubblici: Comuni, Province, Regioni e Stato centrale sostengono sistematicamente spese anche ingenti per garantire ai cittadini il diritto allo sport, anche attraverso la realizzazione di nuovi impianti o la manutenzione degli esistenti. Tuttavia l’endemica carenza di risorse spinge spesso a puntare su impianti semplici ed economici: campi da calcetto, campi da tennis, bocciodromi, piscine e molte altre infrastrutture sportive vengono costruite senza una copertura che consenta una fruizione continuativa anche durante la stagione invernale. Ciò sia per ragioni economiche, dati gli elevati costi di una copertura in muratura; sia per ragioni legate alla tempistica; sia per le esigenze diverse di strutture come le piscine a seconda della stagione. Tutti questi problemi, che impongono una scelta tra impianti coperti e impianti all’aperto, vengono by-passati con l’utilizzo di coperture leggere. Grazie alle pressostrutture è possibile rimuovere i “palloni” alla fine della stagione fredda” e più in generale, anche con l’utilizzo di tensostrutture, i costi e i tempi di realizzazione vengono abbattuti notevolmente. Coperture Pressostatiche Non hanno struttura portante rigida. Il sostenimento e la stabilizzazione della membrana di copertura vengono ottenuti grazie al principio fisico della sovrapressione creata nell’ambiente interno. Vengono utilizzate per coprire a basso costo medie e grandi superfici a carattere stagionale o permanente. Possono essere realizzate sia in semplice che in doppia membrana; nel secondo caso si ottiene un elevato risparmio energetico dovuto alla coibentazione che ne consegue La copertura dunque consiste in una membrana ancorata al suolo e sostenuta da una sovrapressione interna. È confezionata in genere con un tessuto di polyestere ad alta tenacità, spalmato con mescole a base di PVC su entrambe le facce, trattato contro i funghi e le muffe, resistente ai raggi ultravioletti. Una buona membrana è fornita in genere completa di doppia mantovana a terra, per tenuta dell’aria, sacche di mandata per l’immissione dell’aria dal gruppo di sostentamento e dal gruppo di emergenza, canale per il ricircolo dell’aria, soffietti per porta e rinforzi per l’impianto di illuminazione. Tensostrutture Una tensostruttura è un edificio realizzato con materiali mantenuti in posizione tramite tensione. Esistono diversi tipi di tensostrutture: generalmente sono composte da cavi e tiranti che sorreggono coperture in tela o in lamiera, ma ne esistono anche in sola tela o addirittura in cartone (sono famose quelle dell’architetto giapponese Shigeru Ban). Spesso le tensostrutture sono utilizzate per creare coperture temporanee. Si tratta di un genere di costruzione relativamente recente, la cui prima applicazione è comparsa a Melbourne nel 1958 per il Sidney Myer Music Bowl il cui tetto consisteva in una membrana sorretta da una tensostruttura. Questo concetto è stato in seguito evoluto dall’architetto tedesco Frei Otto, che scelse questa tecnica per la costruzione del Padiglione Tedesco alla Expo ‘67 e per lo Stadio Olimpico di Monaco di Baviera per le Olimpiadi del 1972. Il rapido progresso tecnico delle tensostrutture ha reso molto popolare questa tecnica costruttiva. I materiali leggeri rendono la costruzione molto semplice ed economica, soprattutto per la copertura di vaste aree. Le più famose tensostrutture di recente costruzione sono il Millennium Dome di Londra, il Pontiac Silverdome, l’Aeroporto di Denver e l’Aeroporto della Mecca. Oggi i materiali più frequentemente utilizzati sono la fibra di vetro coperta di Teflon per le travature, e il Poliestere per le tele, spesso coperte con uno strato protettivo in PVC. (a.p.) 
Inserisci un termine per iniziare la tua ricerca.
- Anno 1 - N. 1 - Aprile 2001
- Anno 1 - N. 2 - Giugno 2001
- Anno 1 - N. 3 - Ottobre 2001
- Anno 2 - N. 4 - Febbraio 2002
- Anno 2 - N. 5 - Giugno 2002
- Anno 2 - N. 6 - Settembre 2002
- Anno 3 - N. 7 - Marzo 2003
- Anno 3 - N. 8 - Giugno 2003
- Anno 4 - N. 9 - Febbraio 2004
- Anno 4 - N. 10 - Giugno 2004
- Anno 4 - N. 11 - Ottobre 2004
- Anno 5 - N. 12 - Febbraio 2005
- Anno 5 - N. 13 - Luglio 2005
- Anno 6 - N. 14 - Febbraio 2006
- Anno 6 - N. 15 - Settembre 2006
- Anno 7 - N. 16 - Marzo 2007
- Anno 7 - N. 17 - Giugno 2007
- Anno 7 - N. 18 - Ottobre 2007
- Anno 8 - N. 19 - Febbraio 2008
- Anno 8 - N. 20 - Maggio 2008
- Anno 8 - N. 21 - Settembre 2008
- Anno 9 - N. 22 - Febbraio 2009
- Anno 9 - N. 23 - Giugno 2009
- Anno 9 - N. 24 - Ottobre 2009
- Anno 10 - N. 25 - Febbraio 2010
- Anno 10 - N. 26 - Luglio 2010
- Anno 10 - N. 27 - Novembre 2010
- Anno 11 - N. 28 - Marzo 2011
- Anno 11 - N. 29 - Luglio 2011
- Anno 11 - N. 30 - Novembre 2011


Torna alla home page Lunardi