A.S.L.I.: un'associazione da conoscere

“ASLI (Associazione Produttori strutture Leggere) nasce nel 1993 dalla volontà di alcune aziende di porre ordine in un settore privo di Normative”

 

Dal 1993 ad oggi la struttura associativa di ASLI si è ampliata coinvolgendo aziende e ditte che hanno portato il loro contributo nella ricerca di qualità e di sicurezza in un settore molto competitivo.  Attualmente i soci sono 19; essi sono in grado di fornire ogni genere di risposta alle esigenze di copertura e di progettazione di strutture mobili e fisse.

La distribuzione delle aziende associate è concentrata per lo più nelle regioni settentrionali: ciò non toglie che l’attività di progettazione,  realizzazione ed installazione di strutture leggere possa essere efficacemente svolta in tutta Italia ed in qualsiasi parte del mondo.

Per approfondire l’argomento abbiamo parlato direttamente con il Vicepresidente di ASLI, GIOVANNI BERTINO,  al quale abbiamo posto alcune domande per capire le priorità e le principali caratteristiche di ASLI.

 

 

Perché nasce ASLI?

ASLI (Associazione Produttori Strutture Leggere) nasce dalla volontà di un certo numero di aziende di porre ordine in un settore privo di normative, al fine di tutelarne l’attività, i servizi, la qualità e per poter creare dei punti di riferimento basati su precise conoscenze tecniche.

 

Quindi il principale obbiettivo di ASLI è la creazione di Normative?

Questo è uno degli obbiettivi più importanti; ma l’obbiettivo primario che ci siamo posti è stato e sarà quello di raggruppare il maggior numero di aziende produttrici di strutture leggere per tutelarne gli interessi senza alcun fine di lucro; per fornire pareri, istruzioni ed aggiornamenti; per organizzare ricerche e studi; per promuovere e favorire congressi, fiere e manifestazioni; per facilitare ogni inziativa degli associati nel comune interesse dei rapporti reciproci; per migliorare l’immagine del settore nel nostro territorio ma anche e soprattutto all’estero.

 

Che prospettive ha, secondo Lei, il mercato delle strutture leggere?

Si tratta di un mercato in forte evoluzione ed espansione: lo dimostra il fatto che attualmente lavoriamo non più solo a livello nazionale ma anche a livello internazionale, dove il prodotto italiano, qualitativamente tra i migliori, è molto richiesto.

 

Quali sono i Paesi stranieri di maggiore interesse?

Tutti i Paesi, Europei ed extra-Europei; non ci sono limitazioni, lavoriamo in tutto il mondo.

 

Ma torniamo a quello che Lei ha definito uno degli obbiettivi più importanti e cioè la creazione di normative: come vi siete mossi in tal senso?

Il primo passo è stato quello di organizzare una normativa di riferimento prendendo, in tutti i settori di progettazione, i punti nodali per la realizzazione di strutture leggere. In seguito si è cercato di correlarli in modo da realizzare un procedimento logico di calcolo, progettazione, realizzazione, uso e manutenzione delle strutture soprattutto in quegli ambiti che non erano assolutamente normati, come quello ad esempio delle membrane tessili. Si è trattato di un lavoro piuttosto lungo, svolto in maniera ottimale dalla Commissione Tecnica dell’ASLI.

L’UNI,  dopo averlo analizzato e studiato nei dettagli, l’ha fatto diventare Progetto di Norma; di conseguenza attualmente esiste il Progetto di Norma UNI U 50.00.299.0: “Tende-strutture, tenso-strutture e presso-strutture. Istruzioni per il calcolo, l’esecuzione, il collaudo, l’uso e la manutenzione”.

 

Com'era nel frattempo la situazione a livello europeo?

La Comunità Europea, sentita la necessità di porre ordine nel settore, ha istituito una Commissione di Studio per coordinare una normativa comune agli Stati membri, previo divieto agli stessi di varare nel frattempo regolamenti individuali.

 

Ed il vostro Progetto di Norma UNI?

A tutt'oggi è in vigore quale Progetto di Norma, cioè un insieme di norme volontarie che non possono essere considerate leggi, ma che sono comunque un punto di riferimento per le aziende produttrici, per i progettisti e naturalmente anche per gli utenti di coperture leggere, che possono così controllare i parametri seguiti durante la realizzazione e la progettazione delle strutture leggere.

 

Come è stato accolto il Progetto di Norma UNI dalla Commissione Europea?

La Commissione Europea, comprendente i rappresentanti di tutti gli Stati  membri, tra cui anche i rappresentanti dell’Italia (i quali, tra l’altro, facevano parte della Commissione Interna Tecnica dell’ASLI), ha accolto con particolare interesse e con parere concorde il Progetto di Norma UNI come esempio; tant’è che durante le ultime riunioni i rappresentanti degli altri Paesi membri si sono complimentati con gli Italiani per la presentazione del Progetto, definendolo tra i più completi e prendendolo come base per la stesura definitiva della Norma Europea.

 

La Normativa Europea riguarda tutte le strutture leggere?

Non è stato possibile realizzare una normativa che abbracciasse tutte le strutture leggere (itineranti, stagionali e permanenti).

Per una serie di indicazioni che sono state descritte inizialmente dalla Commissione, la Normativa Europea che si sta creando andrà a riguardare le sole strutture temporanee, mentre invece non prenderà in considerazione le strutture fisse.

 

 

La Normativa Europea è dunque a buon punto?

Direi di sì, è stata completata la fase di indagine pubblica, e, come è consuetudine dell’iter procedurale, sono state trasmesse numerose osservazioni.

Recentemente a Parigi si è tenuto un incontro per discutere buona parte di tali osservazioni ed un altro incontro è previsto nel mese di maggio. Rilevato che le osservazioni pervenute non sono sostanziali ma spesso vertono sul corretto uso dei termini si prevede che, dopo la prossima riunione, il lavoro di revisione possa essere concluso; così che si avrà una Norma Europea Sperimentale, per intenderci, alla stregua degli Eurocodici (ampiamente diffusi ed utilizzati) che si trovano nella stessa condizione.

 

Nel frattempo in Italia a che punto siamo?

In un paese del nord Europa,  attualmente privo di normative di riferimento, è stato chiesto ed ottenuto di poter realizzare una “Norma Transitoria”, dal momento che i Lavori della Commissione Europea procedevano lentamente.

Anche in Italia l’ASLI ha cercato di spingere e promuovere un’idea simile; di conseguenza in accordo al Progetto di Norma UNI e in analogia alla Normativa Europea è stata portata avanti un’altra Normativa riguardante le sole strutture itineranti, che verrà pubblicata entro la fine di Aprile; sarà più di una vera e propria Norma UNI.

 

Un lavoro dunque ampiamente ripagato. Quale altro obbiettivo vi prefiggete per il prossimo futuro?

Attualmente per l’ASLI è importante e fondamentale che il lavoro ed i risultati ottenuti siano diffusi e conosciuti. Infatti la conseguenza dell’applicazione delle norme ha come effetto la realizzazione e l'immissione sul mercato di strutture leggere sicure ed affidabili con elevate caratteristiche qualitative, a tutto vantaggio di chi le acquista e di chi le utilizza.

Ed è proprio per garantire tale obbiettivo che per le aziende ASLI è stato stilato un decalogo che impegna gli associati al rispetto degli impegni assunti;  tale decalogo deve essere tassativamente accettato e sottoscritto dai futuri nuovi associati.

Nell’ottica di una maggiore visibilità all’esterno, è stato recentemente creato il sito internet www.ASLI.it.

Chiara Zambotti