Anno 1 - N. 1 - Aprile 2001
“ASLI (Associazione Produttori strutture Leggere) nasce nel 1993 dalla volontà di alcune aziende di porre ordine in un settore privo di Normative” Dal 1993 ad oggi la struttura associativa di
ASLI si è ampliata coinvolgendo aziende e ditte che hanno portato il loro
contributo nella ricerca di qualità e di sicurezza in un settore molto
competitivo. Attualmente i soci
sono 19; essi sono in grado di fornire ogni genere di risposta alle esigenze di
copertura e di progettazione di strutture mobili e fisse. La distribuzione delle aziende associate è
concentrata per lo più nelle regioni settentrionali: ciò non toglie che
l’attività di progettazione,
realizzazione ed installazione di strutture leggere possa essere
efficacemente svolta in tutta Italia ed in qualsiasi parte del mondo. Per approfondire l’argomento abbiamo parlato
direttamente con il Vicepresidente di ASLI, GIOVANNI BERTINO, al quale abbiamo posto alcune domande
per capire le priorità e le principali caratteristiche di ASLI. Perché
nasce ASLI? ASLI (Associazione Produttori Strutture
Leggere) nasce dalla volontà di un certo numero di aziende di porre ordine in
un settore privo di normative, al fine di tutelarne l’attività, i servizi, la
qualità e per poter creare dei punti di riferimento basati su precise
conoscenze tecniche. Quindi il principale obbiettivo di ASLI
è la creazione di Normative? Questo è uno degli obbiettivi più importanti;
ma l’obbiettivo primario che ci siamo posti è stato e sarà quello di
raggruppare il maggior numero di aziende produttrici di strutture leggere per
tutelarne gli interessi senza alcun fine di lucro; per fornire pareri,
istruzioni ed aggiornamenti; per organizzare ricerche e studi; per promuovere e
favorire congressi, fiere e manifestazioni; per facilitare ogni inziativa degli
associati nel comune interesse dei rapporti reciproci; per migliorare
l’immagine del settore nel nostro territorio ma anche e soprattutto all’estero. Che prospettive ha, secondo Lei, il
mercato delle strutture leggere? Si tratta di un mercato in forte evoluzione ed
espansione: lo dimostra il fatto che attualmente lavoriamo non più solo a
livello nazionale ma anche a livello internazionale, dove il prodotto italiano,
qualitativamente tra i migliori, è molto richiesto. Quali
sono i Paesi stranieri di maggiore interesse? Tutti i Paesi, Europei ed extra-Europei; non ci
sono limitazioni, lavoriamo in tutto il mondo. Ma
torniamo a quello che Lei ha definito uno degli obbiettivi più importanti e
cioè la creazione di normative: come vi siete mossi in tal senso? Il primo passo è stato quello di organizzare
una normativa di riferimento prendendo, in tutti i settori di progettazione, i
punti nodali per la realizzazione di strutture leggere. In seguito si è cercato
di correlarli in modo da realizzare un procedimento logico di calcolo,
progettazione, realizzazione, uso e manutenzione delle strutture soprattutto in
quegli ambiti che non erano assolutamente normati, come quello ad esempio delle
membrane tessili. Si è trattato di un lavoro piuttosto lungo, svolto in maniera
ottimale dalla Commissione Tecnica dell’ASLI. L’UNI,
dopo averlo analizzato e studiato nei dettagli, l’ha fatto diventare
Progetto di Norma; di conseguenza attualmente esiste il Progetto di Norma UNI U
50.00.299.0: “Tende-strutture, tenso-strutture e presso-strutture. Istruzioni
per il calcolo, l’esecuzione, il collaudo, l’uso e la manutenzione”. Com'era nel frattempo la situazione a
livello europeo? La Comunità Europea, sentita la necessità di
porre ordine nel settore, ha istituito una Commissione di Studio per coordinare
una normativa comune agli Stati membri, previo divieto agli stessi di varare
nel frattempo regolamenti individuali. Ed il vostro Progetto di Norma UNI? A tutt'oggi è in vigore quale Progetto di
Norma, cioè un insieme di norme volontarie che non possono essere considerate
leggi, ma che sono comunque un punto di riferimento per le aziende produttrici,
per i progettisti e naturalmente anche per gli utenti di coperture leggere, che
possono così controllare i parametri seguiti durante la realizzazione e la
progettazione delle strutture leggere. Come
è stato accolto il Progetto di Norma UNI dalla Commissione Europea? La Commissione Europea, comprendente i
rappresentanti di tutti gli Stati
membri, tra cui anche i rappresentanti dell’Italia (i quali, tra
l’altro, facevano parte della Commissione Interna Tecnica dell’ASLI), ha
accolto con particolare interesse e con parere concorde il Progetto di Norma
UNI come esempio; tant’è che durante le ultime riunioni i rappresentanti degli
altri Paesi membri si sono complimentati con gli Italiani per la presentazione
del Progetto, definendolo tra i più completi e prendendolo come base per la
stesura definitiva della Norma Europea. La Normativa Europea riguarda tutte le
strutture leggere? Non è stato possibile realizzare una normativa
che abbracciasse tutte le strutture leggere (itineranti, stagionali e
permanenti). Per una serie di indicazioni che sono state
descritte inizialmente dalla Commissione, la Normativa Europea che si sta
creando andrà a riguardare le sole strutture temporanee, mentre invece non
prenderà in considerazione le strutture fisse. La Normativa Europea è dunque a buon
punto? Direi di sì, è stata completata la fase di
indagine pubblica, e, come è consuetudine dell’iter
procedurale, sono state trasmesse numerose osservazioni. Recentemente a Parigi si è tenuto un incontro
per discutere buona parte di tali osservazioni ed un altro incontro è previsto
nel mese di maggio. Rilevato che le osservazioni pervenute non sono sostanziali
ma spesso vertono sul corretto uso dei termini si prevede che, dopo la prossima
riunione, il lavoro di revisione possa essere concluso; così che si avrà una
Norma Europea Sperimentale, per intenderci, alla stregua degli Eurocodici
(ampiamente diffusi ed utilizzati) che si trovano nella stessa condizione. Nel frattempo in Italia a che punto
siamo? In un paese del nord Europa, attualmente privo di normative di
riferimento, è stato chiesto ed ottenuto di poter realizzare una “Norma
Transitoria”, dal momento che i Lavori della Commissione Europea procedevano
lentamente. Anche in Italia l’ASLI ha cercato di spingere e
promuovere un’idea simile; di conseguenza in accordo al Progetto di Norma UNI e
in analogia alla Normativa Europea è stata portata avanti un’altra Normativa
riguardante le sole strutture itineranti, che verrà pubblicata entro la fine di
Aprile; sarà più di una vera e propria Norma UNI. Un
lavoro dunque ampiamente ripagato. Quale altro obbiettivo vi prefiggete per il
prossimo futuro? Attualmente per l’ASLI è importante e
fondamentale che il lavoro ed i risultati ottenuti siano diffusi e conosciuti.
Infatti la conseguenza dell’applicazione delle norme ha come effetto la
realizzazione e l'immissione sul mercato di strutture leggere sicure ed
affidabili con elevate caratteristiche qualitative, a tutto vantaggio di chi le
acquista e di chi le utilizza. Ed è proprio per garantire tale obbiettivo che
per le aziende ASLI è stato stilato un decalogo che impegna gli associati al
rispetto degli impegni assunti;
tale decalogo deve essere tassativamente accettato e sottoscritto dai futuri
nuovi associati. Nell’ottica di una maggiore visibilità
all’esterno, è stato recentemente creato il sito internet www.ASLI.it. Chiara Zambotti

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